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POTERI OCCULTIHo incontrato don Villa a Brescia, nella casa delle Operaie di Maria Immacolata. Con lui l'ingegnere Franco Adessa, che insieme all'anzîano sacerdote svolge un'incessante ricerca sui fenomeni organizzativi all'interno della Chiesa. La storia umana di don Villa è quella di un sacerdote che da cinquant'anni dà la caccia ai massoni, documentando quella che secondo lui è un'infiltrazione sistematica della libera muratoria. Il suo percorso è lungo e complesso. Perché parte dagli inizi degli anni Cinquanta, per precisione nel 1952, da un incontro destinato a cambia. la vita: quello con padre Pio, il frate di Pietrelcina poi canonizzato. Ecco come descrive questo incontro il sacerdote bresciano. "Nel 1952 mi trovavo in Puglia. Prima della mia partenza, un amico sacerdote mi propose di conoscere padre Pio. Confesso che all'epoca non ero particolarmente interessato a quell'incontro, ma non potevo certo rifiutare. Dopo un po' che aspettavo, da una porta situata nei pressi di una scala apparve finalmente padre Pio. Con lui c'erano due medici che lo seguivano. Si fermò e mi interpellò vivacemente, con queste parole: "Cosa fa qui padre Villa?". Sembrava sapere ogni cosa di me. Mi venne la pelle d'oca, pareva mi conoscesse da sempre. I medici lo condussero in stanza, lo visitarono per pochi minuti poi uscirono. Lui mi chiamò con calore, io entrai e lui chiuse la porta. Mi abbracciò. Sentivo un profumo incredibile, un profumo che non riesco nemmeno a riferire. Fu un incontro molto più lungo del previsto: mi parlò per trentadue minuti esatti. Senza che io dicessi una parola". Cosa disse padre Pio a don Luigi, il giovane sacerdote venuto dal Nord? "Mi disse di combattere la massoneria. Ricordo ancora le parole: "Da questo momento tu lascerai tutto e ti impegnerai in questo compito, perché la massoneria tenta di infiltrare la Chiesa". Naturalmente ero molto turbato da quelle parole, anche perché non mi sentivo assolutamente idoneo a un compito simile. Io gli avevo subito spiegato che ero un povero prete. che non ero nemmeno laureato, che ero un asinello qualsiasi Ma lui mi rincuorò e mi disse di andare da monsignor Giovan Battista Bosio, vescovo di Chieti. Così feci. Al termine del nostro incontro, salutandomi, padre Pio mi abbracciò e mi disse: "Monsignor Bosio ti seguirà nel lavoro che io ti ho detto di fare. Coraggio, coraggio, coraggio! Dovrai soffrire molto". Il giovane sacerdote, turbato per quell'incontro, sulla strada del ritorno si fermò a Chieti e riuscì a incontrare il vescovo. "Gli dissi che mi mandava padre Pio e gli spiegai il compito che il frate mi aveva affidato. Rimase a sua volta turbato. Mi disse: "Da solo non posso, è una cosa troppo grossa... tu con questo lavoro scavalchi tutte le gerarchie vaticane... se lo fai, devi farlo nel silenzio più assoluto. Nel segreto più assoluto, se no va a monte tutto. Trascorso un anno e tre mesi mi disse: "Ti devo dare notizie da Roma. Hanno accettato che tu ti occupi di questo tema, sotto la mia responsabilità. Dovrai agire con prudenza. La massoneria è in tutto il mondo, non è solo qui in Italia; e tu adesso dovrai prendere contatti anche all'estero... certamente ti faranno delle minacce. Devi appoggiarti ai tre cardinali più sicuri e più intelligenti a Roma: il cardinale Ottaviani del Sant'Uffizio, il cardinale Palazzini e il cardinale Parente ". Mi disse di tenere soprattutto contatti con il cardinale Ottaviani. Bisognava avere la massima prudenza." Il lavoro svolto in più di cinquant'anni da Don Villa ha dato i suoi frutti. I suoi libri e la sua rivista mensile "Chiesa Viva" evidenziano le approfondite conoscenze acquisite sull'argomento e rivelano l'importanza ed il grado di penetrazione nella società ed in molte istituzioni da parte della massoneria. Dal Libro di Ferruccio Pinotti - Fratelli d'Italia |